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domenica 5 febbraio 2017

Cuori di filetto al cartoccio con contorno Gran Delizia

Ingredienti per 4 persone

1 confezione di Cuori di Merluzzo Mare Fresco
1 Saccoccio Buitoni
1 confezione di contorno Gran Delizia La Valle degli Orti
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 scalogno
Sale e pepe
Preparazione 
Step 1: Inserite all'interno del saccoccio i filetti di merluzzo ed infornateli a 170° per circa 15 minuti.
Step 2: Nel frattempo saltate in padella con un filo d'olio il contorno Gran Delizia ancora surgelato.
Step 3: Cuocete per circa 12 minuti fino alla completa evaporazione dell'acqua.
Step 4: Aggiustate di sale e pepe e servite ben caldo accompagnando il merluzzo.

venerdì 3 febbraio 2017

Pizza vegetariana

500 g   di farina 10 g  ,di zucchero , 10 g di sale,280 g di acqua,20 g di lievito fresco, 2 cucchiai
di olio extra vergine di oliva,1 confezione di Sughi Fatti Così Star Verdure,250 g di mozzarella tritata,
50 g di olive nere,80 g di rucola fresca, 1 melanzana, 1 zucchina,1 cipolla, 1 peperone rosso, 1 peperone verde
origano q.b.

Ricetta di Pizza vegetariana
     
    Step 1

    Mettete la farina in una ciotola, insieme al sale e lo zucchero. Fate un buco al centro e aggiungere il lievito. Versate lentamente l'acqua e lavorate l'impasto con le mani fino a ottenere una pasta liscia. Aggiungete l'olio extra vergine di oliva e continuate a impastare fino a quando l'impasto diventi liscio e morbido.
    Step 2

    Coprite l'impasto con un panno umido e lasciatelo lievitare per un'ora o fino a quando le sue dimensioni non siano raddoppiate.
    Step 3

    Trascorso questo tempo, tagliate la pasta in 4 parti. Stendetela bene formando 4 pizze tonde.
    Step 4

    Versate i Sughi Fatti Così Star Verdure sopra ogni pizza e con l'aiuto di un pennello o un cucchiaio spargete il pomodoro. Aggiungete la mozzarella su ogni pizza.
    Step 5

    Tagliate le zucchine, le melanzane, la cipolla e i peperoni a fette. Distribuite le verdure su ogni pizza e aggiustate di sale. Aggiungete un pizzico di origano e le olive nere sulla sulla superficie.
    Step 6

    Cuocete le pizze in forno a 250 ° C, fino a quando si noterà che la pasta sarà cotta e le verdure tenere.
    Step 7

    Tirate fuori le pizze dal forno, guarnitele con la rucola fresca e servitele ben calde

Calorie dei surgelati

ALIMENTI SURGELATI (A-L)
Kcal per 100 g.
Ali di pollo
200
Bastoncini di pesce
170
Bocconcini di pollo
155
Bocconcini di vitello
185
Brasato
145
Calamari
67
Cannelloni
180
Cannelloni di magro
160
Cernia
86
Cosce di pollo
184
Cotoletta alla milanese
250
Cotolette di merluzzo
355
Fagioli alla paesana
82
Filetti di merluzzo
70
Filetti di merluzzo impanati
112
Filetti di nasello impanati
150
Filetti di pollo
152
Fritto di mare
216
Gnocchi
125
Gnocchi alla romana
200
Hamburger
225
Lasagne al forno
122
ALIMENTI SURGELATI (M-Z)
Kcal per 100 g.
Medaglioni di carne con funghi
220
Medaglioni di pollo
200
Melanzane alla parmigiana
125
Pasta per pizza
258
Pasticcio di lasagne
120
Patate fritte
200
Pizzette margherita
216
Polpette alla carne
290
Scaloppine alla pizzaiola
115
Sofficini alla carne
193
Sofficini alla mozzarella e pomodoro
186
Sofficini al formaggio
184
Sofficini ai funghi
152
Sofficini agli spinaci
155
Sogliola impanata
100
Svizzere
215
Svizzere al formaggio
325
Zuppa di cereali
170
Zuppa di legumi
190

giovedì 2 febbraio 2017

Sardegna – Secondi piatti


200px-Tattalliu.JPGI secondi piatti sono basati non solo sulla carne arrosto, ma anche su quella bollita, in umido o a base di interiora.
    Il Porcheddu arrustidu o porceddu o proheddu è il maialino da latte di circa 4 kg o di venti giorni, cotto lentamente allo spiedo, su graticole e aromatizzato con mirto o rosmarino. Questo arrosto costituisce un classico della cucina pastorale sarda [8];
    l’arrosto di agnello da latte, dal peso massimo di 7 kg, dalla carne bianca e morbida e dal sapore intenso è una tradizione tra le più antiche dell’isola, da sempre terra di pastori dei quali questa pietanza rappresentava una delle più tipiche abitudini alimentari. La carne di agnello costituisce la base anche di varie tipiche Panadas;
    l’arrosto di capretto da latte è una pietanza particolarmente ricercata. Il capretto viene arrostito lentamente allo spiedo con l’aggiunta di aromi quali il mirto o il rosmarino;
    la carne di cinghiale cucinata col metodo a carraxu (cottura in buca interrata). Questa particolare cottura consiste nel riempire la buca di brace per scaldare le pareti; tolta la cenere si stendono sul fondo frasche di mirto e timo adagiandovi sopra il cinghiale e poi ricoprendolo con altre frasche; si chiude poi la buca con la terra e vi si accende sopra un fuoco. Viene anche cucinato in agrodolce, tagliando la carne a tocchetti e rosolandola in un trito di cipolla, prezzemolo, mirto e timo e poi aggiungendo aceto e la passata di pomodoro [9];
    la Còrdula o Cordedda è costituita da intestini di capretto o di agnello intrecciati e cucinati avvolti intorno ad uno spiedo o cuocendola in padella con piselli (cordula cum pisurci) o in altre varianti

la Trattalia o T(r)attaliu, a base di coratella di agnello o di capretto, viene cucinata arrosto con uno spiedo o in tegame con piselli o carciofi [11];
lo Zurrette è un piatto preparato con sangue di pecora condito con grasso animale (ottenuto friggendo un battuto di tramacu – l’omento della pecora – in olio extra vergine), cipolla, timo serpillo e mentuccia (puleu, menta selvatica), pecorino grattugiato e pane carasau triturato, cotto all’interno dello stomaco dell’animale, per bollitura o, raramente, sulla brace.
la Berbeche in cappotto ossia la pecora bollita con cipolle e patate, servita con pane carasau bagnato nel brodo di cottura.
is Pillonis de tàccula è un piatto a base di selvaggina, principalmente tordi (durduros) e i merli (meurra) lessati, salati e aromatizzati con foglie di mirto;
lo Ziminu cotto in grabiglia ossia interiora di vitello come il parasangu (diaframma), il cannaculu (intestino), cuore, reni, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace è molto apprezzato dai sassaresi.
le Monzette ossia le chiocciole (chiamate pure lumache), nelle loro varie pezzature che vanno dalla ciogga minudda (Theba pisana) lessate con delle patate, alla ciogga grossa (Eobania vermuculata) preparate con un sugo piccante o con aglio e prezzemolo, ai coccoi (Helix aspersa) che vengono serviti ripieni di un impasto di formaggio, uova, prezzemolo e pangrattato, alle Monzette cotte in padella con aglio, olio, prezzemolo e pangrattato. Oltre che un piatto tipico di (Ossi e Sassari) sono presenti come specialità a Gesico nel Medio Campidano
su Ghisadu piatto tipico logudorese di carne di pecora o maiale brado rosolata a fuoco lentissimo con pomodoro alloro aglio e prezzemolo questo piatto si serviva generalmente nei banchetti nuziali soprattutto nei paesi di Ittiri, Ossi, Sennori e Banari.

Crostata pere e cioccolato

Ingrediente 
Servi-la-torta_o_su_horizontal_fixed1 disco di pasta frolla fresca già stesa
250 g di cioccolato fondente
100 g di burro
2 uova
1 tuorlo
120 g di zucchero
2 manciate abbondanti di legumi secchi
2 bicchieri abbondanti di vino bianco
1 baccello di vaniglia
1 stecca di cannellaqualche goccia di succo di limone
3 pere di media grandezza non troppo mature (tipo abate o kaiser)
Stendi la pasta frolla appena tolta dal  frigorifero con il matterello allo spessore di circa 4 mm. Fodera la  tortiera con carta da forno bagnata e strizzata e sistemaci la pasta.  Punzecchia la pasta con una forchetta, coprila con carta da forno o  alluminio e riempi di legumi secchi o con i pesini. Cuocila nel forno  già caldo a 180° per circa 20 minuti, sfornala e lasciala raffreddare.
Nel frattempo, sbuccia le pere, tagliale a  spicchi ed elimina il torsolo. Irrorale con il succo di limone. Porta a  ebollizione il vino con il baccello di vaniglia, inciso nel senso della  lunghezza, la cannella e 40 g di zucchero. Immergici gli spicchi di  pera e cuocili per circa 5 minuti. Sciogli a bagnomaria il cioccolato  tagliuzzato con il burro. Intanto monta, sempre a  bagnomaria,  le uova e il tuorlo con lo zucchero rimasto (80 g), fino a ottenere un  composto spumoso, tipo zabaione. Togli dal fuoco e incorpora il  cioccolato fuso, continuando a mescolare con la frusta.

Dieta dimagrante

i piacerebbe smaltire il grasso addominale in modo naturale, a partire da oggi? Continua a leggere per scoprire il consiglio più efficace che ha fatto veramente la differenza nel rimettermi velocemente in forma con una dieta dimagrante particolare…
Okay amiche, cominciamo dal principio. Voglio indirizzarvi nella giusta direzione perché possiate acquisire la forma migliore che abbiate mai avuto e perchè possiate trovare la dieta dimagrante che fa per voi. Mi sono già trovata nella vostra situazione e non voglio che commettiate i miei stessi errori. Dunque, vi raccomando di evitare questo:
State alla larga da ogni dieta dimagrante estrema che incroci il vostro cammino – Le diete estreme sono quelle che consistono in “morire di fame” “poche calorie”, “zero carboidrati”, “zero grassi”, “pasti pre-confezionati”, eccetera. “Sembra” che questi metodi funzonano, ma credetemi, sono molto inefficaci.
Il motivo per cui queste diete non funzionano è che ignorano quello che il corpo desidera più di ogni altra cosa… CIBO VERO!
Ho sempre pensato che mangiando poco, tenendo a bada carboidrati e grassi, e facendo ginnastica un paio di volte a settimana sarei riuscita a smaltire il grasso addominale in eccesso e a perdere quei chili ostinati… ma quanto mi sbagliavo!
Questo è quello che vi consiglio di fare per ottenere dei risultati alla velocità della luce
Mangiate per bruciare il grasso. Già, questo è il segreto per avere il fisico dei vostri sogni… mangiare i cibi giusti per accelerare il vostro metabolismo e perdere chili! La dieta dimagrante che ho iniziato ad usare era chiamata “spostare le calorie”. All’inizio non lo capivo, ma quando mi sono informata, ho iniziato a comprendere quanto fosse efficace e semplice allo stesso tempo.
Spostare le calorie si basa sulla teoria che il nostro metabolismo si adegua al nostro modo di assumere nutrienti. Spostando le calorie secondo speciali tecniche, finirete col confondere il metabolismo, che cercherà continuamente di adattarsi al vostro modo sempre diverso di assumere determinati nutrienti. Questo metodo funziona, è stato provato scientificamente.
Insomma, scegliendo di “mangiare per bruciare i grassi” invece di morire di fame o di limitare l’assunzione di cibo, creerete una differenza ENORME nell’avvicinarvi alla igliore forma fisica che abbiate mai avuto. Infatti, evitando le diete innaturali e seguendo questo metodo, sono riuscita a perdere 34 kg e a ridurre significativamente il grasso addominale in quattro mesi… in modo facile, efficace, e permanente!
Ho perso 34 kg in 4 mesi con questa dieta dimagrante… e non ho più ripreso neanche un chilo! Questa dieta funziona così bene perché si basa sull’accelerare il vostro metabolismo mangiando cibi VERI. Niente fame, niente voglie, niente pillole.. solo una dieta facilissima, naturale al 100%!

Polpo alla gallega

Ingredienti:
4 PERSONE
1 polpo fresco di circa 1 kg
6 patate gialle di grandezza media
1 cipolla bianca
1 foglia di alloro
olio extravergine di oliva q.b.
pimentòn (in alternativa, paprica dolce) q.b.
paprica piccante o peperoncino q.b.
sale grosso q.b.

1 ciuffo di prezzemolo fresco
Il polpo alla gallega è un piatto a base di pesce tipico della Galizia, regione della Spagna dove si prepara in abbinamento alle patate, al peperoncino e al sale grosso. Tradizionalmente, il polpo alla gallega viene servito su un piatto di legno di forma circolare e condito, insieme alle patate lesse, con il pimentòn (tipica spezia locale), il sale, l’olio e il prezzemolo tritato. Come ogni ricetta della tradizione, anche il polpo alla gallega si può realizzare in modi diversi, anche se la costante è una sola: il polpo deve essere tenerissimo e se ne usano solo i tentacoli (tranne la parte finale più sottile)!
Procedimento
Portate a ebollizione abbondante acqua salata con la cipolla tritata e la foglia di alloro. Nel frattempo lavate accuratamente il polpo. Bagnatelo per 3 volte nell’acqua bollente prima di tuffarlo definitivamente affinché i tentacoli si arriccino e la pelle non si stacchi. Cuocete il polpo per circa 40-45 minuti.Lasciatelo raffreddare per 15 minuti nella sua stessa acqua, quindi scolatelo, eliminate la testa e la parte finale dei tentacoli e tagliate il resto a pezzetti. Lessate le patate nella stessa acqua del polpo fino a quando non saranno tenere ma sode. Scolatele, sbucciatele e tagliatele in fette spesse. Distribuite le patate sul piatto, aggiungetevi il polpo a pezzetti e conditelo con l’olio,le spezie, il sale grosso e infine il prezzemolo tritato.Servite il polpo alla gallega con stecchini di legno o forchettine da finger food, in Spagna si serve spesso come aperitivo!

mercoledì 1 gennaio 2014

Mezzelune al tartufo e pistacchi


Ingredienti
(per 4 persone)
Per la pasta:
  • 200 g di farina
  • 2 uova
  • Sale
Per il condimento
  • 100 g di ricotta
  • 200 g di pane casereccio a fette
  • 100 g di latte
  • 10 g di tartufo bianco
  • 150 g di parmigiano grattugiato
  • Timo
  • Maggiorana
  • Un uovo
  • 30 g di pistacchi sgusciati e tritati
  • Noce moscata
  • Sale, pepe
  • 600 g di latte
  • 50 g di burro
  • 50 g di farina setacciata

Procedimento:

1. Setacciamo la farina a fontana, su una spianatoia, rompiamo al centro le uova e lavoriamo fino a ottenere un impasto omogeneo. Lasciamo riposare per 30 minuti sotto una ciotola di vetro.
2. Priviamo il pane dalla crosta e mettiamolo a bagno nel latte per 10 minuti.
3. Affettiamo a lamelle il tartufo e tagliuzziamone 2/3. Laviamo e tritiamo le foglie di timo e maggiorana.
4. In una ciotola, amalgamiamo la ricotta, il pane strizzato e sminuzzato, il tartufo, l’uovo, 50 grammi di parmigiano, il timo e la maggiorana. Saliamo e pepiamo.
5. Stendiamo la pasta in uno spessore di tre millimetri e dividiamola in due sfoglie. Sulla prima, sistemiamo piccole porzioni d’impasto a distanza regolare. Con la seconda, copriamo. Premiamo i bordi per sigillarli.
6. Ritagliamo tanti ravioli a forma di mezzaluna, spolverizziamoli di farina e lasciamoli riposare per 30 minuti.
7. Sciogliamo il burro, aggiungiamo la farina setacciata, cuociamo per un minuto mescolando continuamente. Versiamo il latte caldo e continuiamo la cottura per 8-10 minuti, fino a quando la salsa non si sarà addensata.
8. A fuoco spento, condiamo con sale, pepe e noce moscata. Uniamo 100 grammi di parmigiano e mescoliamo.
9. Lessiamo i ravioli in abbondante acqua salata, scoliamoli appena salgono a galla e condiamoli con tanta besciamella. Spolverizziamo con i pistacchi tritati e il tartufo rimasto affettato a lamelle.